Articolo di NEXUS - Numero 33 - Luglio/Agosto 2001 Anno VII°
Il Dottor Sottile
CAMPI ENERGETICI, CHAKRA, AURA E CORPI SOTTILI: COSA SONO ESATTAMENTE? E A QUALI APPLICAZIONI PUO’ PORTARE IL LORO STUDIO? SIAMO ANDATI A PARLARNE CON L’AUTORE E RICERCATORE ROBERTO ZAMPERINI E CI HA DETTO CHE…Di questi tempi, caratterizzati da un filone culturale acquariano inizialmente etichettato come “New Age” (ora la chiamano “Next Age”), si fa un gran parlare di campi energetici, chakra, aura, corpi sottili. Sono molti gli autori e i ricercatori che sguazzano in questo calderone, e non è cosa semplice fare una distinzione tra coloro che si propongono genuinamente di approfondire tali tematiche in modo innovativo e coerente, e quelli che invece si limitano a mettere insieme, in una sorta di “compilation”, idee e concetti già sviscerati e divulgati da altri, cercando furbescamente di aggregarsi ad un filone che, spesso, risulta anche piuttosto remunerativo. Per cercare di fare un po’ il punto della situazione, siamo andati a chiarirci le idee e a scambiare quattro chiacchiere con l’autore di due opere sull’argomento, “Energie Sottili e la Terapia Energo-Vibrazionale” e “Terapia della Casa” (pubblicati da Macro Edizioni), che stanno riscuotendo un grande successo: il primo è alla terza edizione , mentre la prima edizione del secondo è andata esaurita in meno di un mese.
Il suo nome è Roberto Zamperini: laureato in Statistica, esperto di matematica e computer, sin da ragazzino ha iniziato a “giocare” con la radioestesia, un interesse ereditato dal padre che in seguito avrebbe sviluppato lungo un percorso parallelo in numerosissimi campi esoterici, caratterizzato da un suo personale approccio scientifico. Nel suo libro “Energie Sottili”, nel quale ha codificato un innovativo concetto di aura e chakra, mettendo a punto una mappa dettagliata dell’ anatomia e fisiologia sottile umana, racconta tra l’altro del suo incontro con Choa Kok Sui, un grande guaritore e conoscitore delle energie sottili, che lo ha introdotto al Pranic Healing. L’apprendimento di questa pratica terapeutica ha costituito una sorta di “punto di svolta” nelle sue ricerche, culminate con la fondazione dell’IRES (Istituto per le ricerche sulle Energie Sottili):
Terapeuta e sensitivo egli stesso, da circa venti anni tiene corsi in tutta Italia per la formazione di istruttori e terapeuti che operano attraverso l’energia sottile. Ed è proprio in occasione di un suo corso che l’abbiamo incontrato, approfittando di una mezz’oretta di pausa per sottrarlo ai suoi numerosi e indaffarati allievi e fargli qualche domanda in merito alle sue ricerche ed alle sue esperienze.
Vogliamo dare una definizione di quelle che lei ed altri ricercatori definite “energie sottili”?
Intanto direi che vi sono molti sinonimi, quindi dire energie sottili, prana, ki, orgone, eccetera, fondamentalmente significa dire la stessa cosa; ogni volta è stato coniato un nuovo termine, una specie di “Copyright”. Difficile darne una definizione, perché la fisica non se ne è mai occupata: quello che ho fatto io, è stato di vedere cosa succedeva mettendo insieme le varie esperienze separate, fatte da altre persone che ne hanno dato una definizione diversa, ed è saltato fuori che in realtà ne sappiamo tantissimo. L’unica differenza rispetto ad un’energia come quella elettrica, è che quest’ultima è possibile misurarla strumentalmente; le energie sottili, invece, ancora no.
Accantoniamo per il momento il fatto che le energie sottili fanno riferimento ad un corpo energetico che guida il corpo fisico, che possono essere generate da energie dense e che probabilmente a loro volta generano energie dense, il che aprirebbe la porta alla cosiddetta “free energy” di cui spesso si occupa la vostra rivista.
Un elemento importante, secondo me, è che i ricercatori nel campo delle energie sottili la smettano di avere un approccio di tipo strumentale. In tal modo, infatti, si crea una barriera tra l’operatore e queste energie sottili: utilizzando il pendolo, il bio-tensor o altri strumenti del genere, in qualche misura ci si “separa” da ciò che si sta studiando. E’ come se si utilizzasse un fotometro per misurare la luce: meglio aprire gli occhi e osservarla da sé. Insomma, con un approccio diretto cambia il rapporto con queste cose, che smettono di apparire misteriose, mistiche, per diventare invece un semplice oggetto di studio, come tante altre.
Nei nostri corsi, fondamentalmente, insegniamo alle persone come percepire le energie sottili in modo diretto, non strumentale;in seguito, ognuno sarà in grado di approfondire in modo del tutto personale il suo rapporto con queste energie.
Leggendo il suo libro, Energie Sottili, traspare che la sua esperienza col cosiddetto “Pranic Healing” è stata un passo molto importante…
E’ così. Il Pranic Healing è che lavora sulle congestioni. Insegna a percepire e a eliminarle. Ma un altro passo fondamentale delle mie ricerche è stato senz’altro Reich, e un altro ancora Malcolm Rae, che ha sviluppato il concetto delle caratteristiche vibratorie.
Quest’ultimo è di grande importanza, in quanto ti permette di definire ogni singola energie “sottile”, e le energie sottili permettono di veicolare praticamente qualsiasi cosa. Noi siamo energia. Intorno a noi, tutto è energia. I nostri pensieri, le nostre emozioni, la nostra stessa coscienza. Persino i nostri organi. Ognuna di queste realtà ha la sua firma particolare, che è la caratteristica vibratoria, la quale permette di memorizzare qualsiasi energia per poi riutilizzarla in seguito.
Questo potrebbe spalancare la porta ad applicazioni quasi inimmaginabili…
Tanto per fare un esempio, io non mi considero un terapeuta, se non nella misura in cui questo può aiutarmi ad approfondire i miei studi. Quello che mi interessa è che tutti possano fare quello che faccio io. In altre parole, la mia esperienza deve essere condivisibile, ed essere la preparazione ad un salto quantico nella coscienza delle persone. Quali sono le possibili applicazioni? Pazzesche. La free-energy secondo me è l’ultima in ordine di importanza. La prima è che noi abbiamo delle istanze energetiche che rappresentano la nostra psiche, le quali con l’energia sottile possono essere attivate.
Ad una mia allieva, fisioterapista, hanno chiesto di curare un bambino microcefalo, nato con una colonna vertebrale malformata; era affetto da movimenti involontari, non guardava mai le persone, non parlava, non si alimentava: insomma, un vegetale.
Questa fisioterapista era stata chiamata a lavorare sulla colonna vertebrale, completamente storta. Il bambino cominciò a migliorare, la colonna si raddrizzò del tutto, e la madre, un medico, le domandò cosa gli stesse facendo. La fisioterapista le spiegò nella maniera più semplice possibile come fare, e la madre continuò da sé le applicazioni sul suo bambino. Il piccolo era nato senza calcagni, ed oggi gli stanno crescendo i calcagni; era nato microcefalo, con tutto quel che ne consegue, ed oggi dice “babbo” e “mamma”; guarda le persone negli occhi, le segue quando si muovono; ha cominciato a prendere il biberon, si alimenta da solo; insomma, da vegetale sta diventando un’altra cosa.
Secondo me, l’aspetto più interessante di questa storia è: cosa succederebbe se noi cominciassimo a lavorare con le energie sottili in questo modo sui bambini piccoli? Io ritengo che l’incremento dell’intelligenza sarebbe inimmaginabile.
Solitamente noi lavoriamo su adulti, ormai sclerotizzati, non solo a livello fisico ma soprattutto a livello psichico. Il fatto è che, sin da piccoli, non ci è stato insegnato “come” imparare. Invece, con le energie sottili, è possibile determinare delle semplicissime strategie per “imparare” ad imparare. Un conto è applicarle ad un adulto ormai “formato”, ma immaginiamo quale potrebbe essere l’effetto su un bambino di tre anni. La fatica dell’apprendimento potrebbe calare fino al settanta per cento; inoltre consideriamo che quest’ultimo, oggi come oggi, è basato sui libri. Invece, energia significa vitalità e informazione.
Io una volta ricevetti un grande insegnamento da un’intervista a Salvatore Accardo il quale, parlando del suo violino, disse di essere molto fortunato in quanto esso era appartenuto a non so quale famoso violinista, il quale era molto intonato. Anche se al giornalista è sfuggito il significato di questa frase, Accardo stava dicendo che è possibile trasmettere una determinata qualità attraverso l’energia! E poi, interrogato sul perché non usasse un Amadi, Accardo disse che gli Amadi erano senz’altro ottimi violini, ma gli Stradivari erano un’altra cosa, in quanto posseggono una grande energia nel loro suono. Disse che Stradivari era un uomo con un’energia fisica incredibile; è campato sino a tarda età, aveva una vita sessuale intensissima…
Ogni volta che creava un violino, riuniva tutti questi violini intorno al letto; ogni tanto li “provava”, e quando finalmente un violino “suonava” come voleva lui, allora lo vendeva. Ora, questo fatto è straordinario.
Insomma, quando noi insegniamo o apprendiamo qualche cosa, non ci rendiamo conto che solo nil venti-trenta per cento passa attraverso la mente; il rimanente settanta-ottanta per cento passa attraverso l’energia! Questo vale, ad esempio, nello studio delle lingue, o delle arti… e significa anche un’altra cosa: che noi spesso ci poniamo in una posizione di chiusura nei confronti di ciò che dovremmo apprendere; oppure che vi è una artificiosa “separazione” tra chi sta insegnando qualcosa e chi sta cercando di impararla. Invece, con le tecniche giuste, utilizzando le energie sottili, ti arrivano valanghe di informazioni.
Nell’antichità queste cose si sapevano. E’ interessantissimo andare a vedere perché si facevano determinate cose, e quali risultati si ottenevano a livello energetico. Certe piramidi, in Messico o in Egitto, o le cattedrali gotiche, erano vere e proprie “macchine” ad energie sottili: ogni singolo elemento era perfettamente funzionale. Ad esempio, nelle cattedrali il rosone, realizzato in quel particolare modo, convoglia energie sottili dentro la chiesa. Queste conoscenze offrono incredibili prospettive nella realizzazione di abitazioni, di ospedali, di prigioni o di altre strutture.
Un altro settore in cui prevedo grandi sviluppi è quello degli elaboratori ad energie sottili: basti pensare alla complessità con cui sono organizzati i vari elementi che compongono il corpo energetico, che presiede al funzionamento di tutti gli organi, del sistema endocrino, nonché al coordinamento di tutti gli ormoni… Insomma, esiste una “mente” di natura sottile che governa tutti questi processi, che mantiene questo equilibrio.
I “campi morfogenetici” di cui parla quel grande scienziato che è Rupert Sheldrake, a mio avviso sono in tutto e per tutto assimilabili ai chakra: questi ultimi sarebbero dei campi morfogenetici specializzati, e il corpo sottile nella sua globalità è composto da un’infinità di questi campi, i quali contengono miliardi e miliardi di informazioni.
Quindi come immagina un’applicazione informatica di questo tipo?
Non essendo un tecnico, non ho certo in mente uno schema progettuale, però se è possibile ricavare la caratteristica vibratoria di ogni singola energia, e se queste energie contengono un’infinità di informazioni diverse in uno spazio esiguo, allora ci si rende conto che un disco da quindici giga diventa qualcosa di obsoleto.
Il futuro vedrà l’informazione racchiusa in un corpo energetico sottile, in quantità praticamente infinita. Credo che questo avverrà relativamente presto, diciamo entro dieci o quindici anni. Nel momento in cui salterà fuori qualcuno che realizzerà un trasduttore tra energie sottili e energie dense, il gioco è fatto. Il problema è che la fisica, nel suo complesso, non è orientata verso queste energie sottili, e quindi anche le possibili scoperte in questo campo tardano ad arrivare.
Un punto che ho trovato molto interessante, nel suo libro, è quello in cui definisce il cancro come un’interferenza, un “rumore” che disturba e copre la comunicazione tra le cellule: secondo lei, è possibile azzerare questa interferenza e ripristinare la salute delle cellule?
La risposta è si, ma io sposterei la domanda su un altro livello: qual è il limite della futura terapia mediante energie sottile, diciamo nei prossimi vent’anni? Personalmente intravedo la possibilità che, approfondendo lo studio sui campi morfogenetici, in futuro verranno sviluppate applicazioni che, oggi come oggi, riusciamo a malapena a immaginare.
Dato che si occupa di energie e di vibrazioni, avrà senz’altro sentito parlare di questo presunto “salto vibrazionale” che interesserà il pianeta nel prossimo futuro: qual è la sua posizione in merito?
Io non sono un mistico. Io guardo i fatti, e i fatti sono che, negli ultimi anni, stiamo assistendo ad un cambiamento pazzesco e rapidissimo. Dodici anni fa, quando iniziai ad occuparmi di queste cose e ad insegnarle, facevo una fatica del diavolo. Oggi riesco ad insegnare in un giorno quello che una volta necessitava di un corso intero. Certo, sarà migliorato il mio sistema d’insegnamento, ma il fatto è che la gente impara molto, molto prima. Non so se questo ha a che fare con certe profezie, col 2012 o altro. Quello che so per certo è che il “nuovo” paradigma sta crescendo, avvicinandosi molto al “vecchio” paradigma. Non sto parlando di speranza: sto parlando di certezza. Sto parlando di qualcosa che si può “percepire” distintamente. Si, questo “nuovo” paradigma è ancora piccoletto, ma quanto è tosto…
Intervista di Tom Bosco
 

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